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Avviso di giacenza raccomandata: ultime sentenze

Temporanea assenza del destinatario o delle persone abilitate alla ricezione del piego; presunzione di conoscenza; disponibilità della raccomandata presso l’ufficio postale.

Avviso di giacenza raccomandata

Deve ritenersi osservata la prescrizione contenuta nell’ultimo comma dell’art. 66 disp.att. c.c. qualora, nel termine di almeno cinque giorni prima della data fissata per l’assemblea o nel termine più ampio previsto nel regolamento, il destinatario assente sia stato informato, mediante avviso di giacenza, della disponibilità della raccomandata presso l’ufficio postale, ancorché non abbia provveduto al tempestivo ritiro della medesima.

Tribunale Velletri, 17/03/2020, n.570

Mancato recapito della raccomandata

In caso di mancato recapito della raccomandata contenente l’avviso di accertamento all’indirizzo del destinatario, la notifica eseguita in via diretta dall’Ufficio deve intendersi eseguita decorsi dieci giorni dalla data del rilascio dell’avviso di giacenza.

L’art.8, comma 4, L. n.890 del 1982, applicabile alle sole notificazioni effettuate a mezzo posta tramite gli ufficiali giudiziari, deve essere applicato per analogia anche nel caso di notifiche eseguite, tramite posta, direttamente dall’Ufficio, essendo l’ordinamento del servizio postale ordinario privo di una regola analoga a quella summenzionata.

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Quindi, in caso di temporanea assenza del destinatario o delle persone abilitate alle ricezione del piego, questo viene depositato presso il punto di deposito più vicino al destinatario. L’operatore postale deve comunicare il tentativo di notifica del piego e del suo successivo deposito mediante avviso in busta chiusa tramite raccomandata con avviso di ricevimento. Tale avviso deve contenere, oltre all’indicazione del mittente, anche l’espresso invito al destinatario a provvedere al ritiro del piego entro sei mesi, con l’avvertimento che la notificazione si considererà avvenuta trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della raccomandata.

Comm. trib. prov.le Napoli sez. XXII, 26/05/2020, n.3649

Quando si perfeziona la notificazione?

La notifica dell’avviso di addebito, come peraltro già stabilito per le cartelle esattoriali dall’art. 26 D.P.R. 602/1973, può essere effettuata mediante la spedizione diretta del plico a mezzo raccomandata postale e, in tale ipotesi, la relativa disciplina è da rinvenirsi nella normativa che regolamenta il servizio postale (in particolare D.P.R. 655/1982 e D.M. 1.10.2008) e non nella legge n. 890 del 1982.

Ne discende che la notifica effettuata a mezzo raccomandata postale si perfeziona alla data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal ricevente o dal consegnatario, senza la necessità di una relata di notifica, in quanto l’avvenuta notificazione al destinatario – o la relazione tra quest’ultimo e la diversa persona cui è stato consegnato l’atto – sono oggetto di attestazione dell’agente postale, assistita dall’efficacia probatoria privilegiata di cui all’art. 2700 c.c.

In caso di mancata consegna per temporanea assenza del destinatario, la notificazione si perfeziona decorsi dieci giorni dalla data del rilascio dell’avviso di giacenza e di deposito presso l’Ufficio Postale, secondo le forme semplificate previste dal regolamento postale ordinario, che non comprendono la comunicazione di avvenuta notifica.

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Corte appello Genova sez. lav., 31/07/2020, n.151

Comunicazione mediante lettera raccomandata

Le lettere raccomandate si presumono conosciute, nel caso di mancata consegna per assenza del destinatario e di altra persona abilitata a riceverla, dal momento del rilascio del relativo avviso di giacenza presso l’ufficio postale.

Pertanto, la comunicazione dell’atto amministrativo, per il combinato disposto dell’art. 40, comma 3, d.P.R. 29 maggio 1982 n. 655 e dell’art. 1335 c.c., si perfeziona per il destinatario necessariamente secondo le due seguenti modalità alternative: allorchè provveda al ritiro del piego; per fictio iuris (ai sensi dell’art. 1335 c.c.), al momento della scadenza del termine di compiuta giacenza. Il destinatario, per superare la presunzione di conoscenza di cui sopra, deve provare di essere stato, senza colpa, nell’impossibilità di avere avuto notizia dell’atto.

La prova richiesta dalla legge, per poter vincere la presunzione legale, deve necessariamente avere ad oggetto un fatto o una situazione che spezza o interrompe in modo duraturo il collegamento esistente tra il destinatario e il luogo di destinazione della comunicazione e deve, altresì, dimostrare che tale situazione è incolpevole, non poteva cioè essere superata dall’interessato con l’uso dell’ordinaria diligenza.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 18/02/2020, n.774

Invio dell’avviso di giacenza della raccomandata originaria

È inesistente la notifica di un atto spedita ad un indirizzo diverso da quello di residenza, oltre che priva dell’invio dell’avviso di giacenza della raccomandata originaria.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 05/09/2019, n.1949

L’avvenuto invio dell’avviso di giacenza

L’art. 38 comma 2, d.P.R. n. 655/1982 stabilisce che le corrispondenze raccomandate possono essere consegnate dai portalettere a persone di famiglia dei destinatari, coi medesimi conviventi e l’ art. 40, comma 4, prevede che sia dato avviso di giacenza se non sia stata possibile la consegna al destinatario; se in atti non risulta che sia stato dato avviso di giacenza, il provvedimento è stato adottato senza che si sia avuto modo di comunicare all’amministrazione circostanze rilevanti ai fini della definizione del procedimento.

Cons. giust. amm. Sicilia sez. giurisd., 29/11/2018, n.960

La disciplina concernente il servizio postale ordinario

Nel processo tributario, ove l’appellante notifichi l’atto di gravame avvalendosi non già dell’ufficiale giudiziario, ma della spedizione diretta a mezzo piego raccomandato, consentita dall’art. 16, comma 3, del d.lgs. n. 546 del 1992, la disciplina applicabile è quella concernente il servizio postale ordinario dettata dal d.P.R. n. 655 del 1982, il cui art. 40, prevede, per le raccomandate che non abbiano potuto essere recapitate, un periodo di giacenza negli uffici di destinazione di trenta giorni, stabilendo, altresì, che “deve essere dato avviso della giacenza di oggetti raccomandati od assicurati, che non abbiano potuto essere distribuiti, ai destinatari ed ai mittenti, se identificabili”.

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Ne consegue che, ove sia mancato l’invio al destinatario dell’avviso di giacenza della raccomandata ordinaria, la notifica dell’atto d’impugnazione è nulla (e non inesistente), con conseguente obbligo del giudice, in assenza di sanatoria a seguito di costituzione dell’intimato, di ordinarne la rinnovazione.

Cassazione civile sez. trib., 07/12/2016, n.25095

L’avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale

Per ritenere sussistente, ex art. 1335 c.c., la presunzione di conoscenza, da parte del destinatario, della dichiarazione a questo diretta, occorre la prova, il cui onere incombe sul dichiarante, che la dichiarazione stessa sia pervenuta all’indirizzo del destinatario, e tale momento, ove la prima sia stata inviata mediante lettera raccomandata non consegnata per l’assenza del secondo (o di altra persona abilitata a riceverla), coincide con il rilascio del relativo avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale, e non già con il momento in cui la lettera sia arrivata al recapito in cui non fu consegnata.

Cassazione civile sez. II, 03/11/2016, n.22311

Il consolidamento del procedimento notificatorio

Si deve ritenere oramai parte del diritto vivente il principio secondo cui l’avviso di ricevimento della raccomandata ex art. 140 c.p.c. è indispensabile per il consolidamento del procedimento notificatorio. Ciò comporta che, diversamente dall’assunto dell’avvocatura erariale, non può considerarsi irrilevante la mancata consegna dell’avviso di “giacenza” della raccomandata con cui si da notizia del deposito al contribuente destinatario.

Cassazione civile sez. trib., 21/07/2011, n.16050

Mancata consegna dell’avviso di giacenza della raccomandata

In tema di notificazione dell’avviso di accertamento tributario, poiché esso non è un atto specificamente funzionale al processo, ma è un atto amministrativo, esplicativo della potestà impositiva dell’amministrazione finanziaria, ossia un atto tributario sostanziale, qualora il notificante abbia osservato tutte le modalità di notificazione prescritte dall’art. 140 c.p.c., resta irrilevante la mancata consegna dell’avviso di “giacenza” della raccomandata con cui si dà notizia del deposito al contribuente destinatario, al quale, peraltro, l’art. 19 del d.lg. n. 546 del 1992 accorda tutela a fronte della mancata o nulla notificazione di un atto presupposto, quale l’avviso di accertamento, consentendogli l’impugnazione di questo unitamente alla cartella, autonomamente impugnabile.

Cassazione civile sez. trib., 03/11/2006, n.23576

Il mancato tempestivo ritiro dell’atto all’ufficio postale

La comunicazione all’imputato di un atto notificato mediante deposito nel comune è validamente data con lettera raccomandata senza ricevuta di ritorno: il ciclo di notificazione si conclude con l’avviso di giacenza della raccomandata in ufficio, affisso dall’agente postale al domicilio dell’interessato. Quest’ultimo deve addebitare alla sua negligenza il mancato tempestivo ritiro dell’atto dell’ufficio postale.

Cassazione penale sez. VI, 06/07/1978

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Presunzione di conoscenza della dichiarazione inviata mediante raccomandata

Nel caso di una dichiarazione inviata mediante lettera raccomandata non consegnata per l’assenza del destinatario, la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c., indipendentemente dal mezzo di trasmissione adoperato e dall’osservanza delle disposizioni del codice postale, coincide con il rilascio del relativo avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale, e non già con il momento in cui la missiva viene ritirata, salvo che il destinatario deduca e provi di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di acquisire la detta conoscenza.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto applicabile tale principio alla comunicazione dell’invito a presenziare all’audizione disciplinare, effettuata al lavoratore per il tramite dell’ufficiale giudiziario, escludendo che potesse trovare applicazione l’art. 8, comma 4, della l. n. 890 del 1992).

Cassazione civile sez. lav., 06/12/2017, n.29237

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